vanityfair.it – 18 Aprile 2017

Quando si viaggia oltre i confini europei si pone il problema di cambiare i nostri euro in valuta locale. Ecco come fare per farlo al meglio

Le compagnie di cambia valute affermate vi consentiranno di acquistare valuta anche con carta di credito e ricordate che più cambiate più risparmiate.

«È importante partire con largo anticipo», consiglia Fabrizio Signorelli, «poiché spesso le valute più rare e oggetto di minori operazioni sono disponibili solo su apposita prenotazione».

La legge italiana impone un tetto, giornaliero e mensile, ai contanti che è possibile cambiare. «Chiedete informazioni agli operatori di sportello», spiega Fabrizio Signorelli, «in modo da poter ottenere la giusta quantità di valuta necessaria per il vostro viaggio».

Tenete bene a mente la formula «Buy Back». Le più importanti società di cambio vi accompagneranno dall’inizio alla fine del vostro viaggio. «Al rientro», precisa il fondatore di Best and Fast Change, «riprenderanno la valuta avanzata e procederanno al cambio alle stesse condizioni iniziali».

Rientrando dal vostro viaggio cercate di spendere la moneta metallica, che vi è rimasta intasca. «A parte rari casi» - spiega Fabrizio Signorelli - «gli uffici di cambia valute riprenderanno indietro solo le banconote».

Le vacanze si avvicinano: non sono più un miraggio, ma un progetto. Tra le tante cose da tenere in mente quando ci si sposta oltre i confini europei c’è pure il cambio-valuta, per prendere al meglio i soldi del posto. È vero che ci sono le carte di credito, ma del contante, almeno per le piccole spese, c’è pur sempre bisogno. Che cosa fare allora per non avere brutte soprese?

«La prima regola è informarsi sulla valuta locale e sulla possibilità di utilizzare comunque dollari o euro per i pagamenti, monete cioè con cui siamo più “in confidenza”.

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Si deve però considerare», spiega Fabrizio Signorelli, fondatore e amministratore unico di Best and Fast Change, il cambia valute turistico italiano – che i piccoli venditori che si trovano in zone molto remote, come oasi del deserto o minuscoli villaggi asiatici o africani, spesso non accettano né dollari né euro perché, benché siano monete più forti, poi però non saprebbero come cambiarli. Per cui, per esempio, se si va in posti sperduti, avere in tasca la moneta del luogo diventa davvero necessario». E, sempre Fabrizio Signorelli, consiglia vivamente di portarsi appresso comunque una certa dose di valuta locale: «Il rischio, altrimenti, è quello di essere costretti a cambiare euro all’estero in piccole botteghe, senza alcuna insegna o garanzia. Non sono pochi gli italiani che si sono trovati tra le mani valute false o addirittura fuori corso. Per questo – e lo raccomandiamo sempre – bisogna rivolgersi solo a società di cambio professionali».

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